Siamo un’ agenzia di comunicazione giovane e dinamica con esperienza legata al mondo della pubblicità. Nel corso degli anni, abbiamo cercato di migliorare e sviluppare nuove tecnologie e mezzi, rispetto ai canali tradizionali, permettondoci di essere competitivi e differenziarci su quanto offre il mercato pubblicitario.
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Venerdì 13 novembre intorno alle 21.30 a Parigi, capitale della moda, della cultura, città tollerante e multietnica, si è scatenato l’inferno. Per la seconda volta, la città è stata presa d’assalto da 7 attacchi terroristici rivendicati poi subito dall’Isis. Sono morte quasi 200 persone, un numero imprecisato di feriti. Un ecatombe che ha pochi precedenti nella storia della vecchia Europa.

Noi siamo un’agenzia di comunicazione e non è nostro compito analizzare i fenomeni sociali, ma siamo persone, cittadini europei prima di essere professionisti, e ci siamo sentiti coinvolti, colpiti.
Occupandoci di web marketing non abbiamo potuto far a meno di notare quello che accadeva sui social network: il primo è stato Facebook che a pochi minuti dalla strage ha provveduto a creare un plug-in in cui le persone che avevano l’opzione “vive a Parigi” potesse avvisare amici e parenti, dicendo di star bene. Un vero sospiro di sollievo per tutti. Nel frattempo sul social delle informazioni per antonomasia, Twitter è apparso l’hastag #portesouvertes in cui i cittadini parigini aprivano le porte della propria abitazione per accogliere chi non riusciva a tornare a casa, chi era in difficoltà. L’hastag è salito in trending topic in poche ore ed ha permesso a moltissimi di avere un alloggio in quella notte di terrore.
Il giorno dopo, ancora tutti scossi, Facebook apre una nuova funzione, la possibilità di mettere la bandiera francese sulla propria foto profilo.
L’operazione è stata da moltissimi criticata come una strumentalizzazione del dolore a fini di marketing.
Nel frattempo, sempre grazie a quello che sempre più è un agenzia di stampa, Twitter, in milioni hanno seguito le fasi della strage, i movimenti, i commenti, in diretta grazie all’hastag #paris, #jesuiparis e #prayoforparis con il cordoglio alle vittime innocenti. Collegato all’hastag sono iniziate ad apparire immagini dedicate alla Tour Eiffel, piangente, spezzata, con la bandiera, ma la più cliccata e forse più simbolica è stata quella con il simbolo della pace. Ancora in questi giorni moltissimi hanno scelto di comunicare il loro cordoglio e dolore sulle righe dei social network: il marito di una donna morta nel Bataclan ha scritto poche simboliche righe rivolgendosi agli assassini della moglie.

Un momento di lutto, questo più che mai vissuto sugli instant message, poter dire la loro, commentare, lasciare una frase, un cordoglio, poter aiutare vite: comunicare e condividere. Questo sono i social network ed a questo servono. Noi non sappiamo se le iniziative di Zuckerberg siano state positive o negative, conosciamo tutti gli strumenti di cui una web agency dispone, ma almeno per un giorno abbiamo fatto delle scelte.
I profili dei nostri clienti hanno continuato a vivere, vivere e cinguettare, non potevamo decidere solo noi.
Sulla nostra pagina però abbiamo fatto una scelta, il silenzio, almeno lunedì. Non sappiamo se ci avete fatto caso o meno, ma abbiamo preferito così per vivere il nostro cordoglio e perché avevamo il cuore spezzato.

Preferiamo riparlarne oggi, con la mente lucida e la visione dei fatti più chiara, ma sempre vicini alle vittime innocenti. Sempre.

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