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A proposito di Pokémon GO e Realtà Aumentata

pokemongo

La nuova mania mondiale: Pokémon GO!

 

È da inizio luglio oramai –  e chissà per quanto tempo ancora – che si possono notare per le strade di migliaia di città del mondo, giovani adolescenti, donne e uomini adulti con lo sguardo fisso sul proprio cellulare che camminano, esplorando attenti le zone circostanti.

Sicuramente ne avrete sentito parlare: il 15 luglio è stato infatti reso disponibile in Italia il nuovo gioco interattivo della Nintendo basato sulla ‘realtà aumentata’ che già sta spopolando tra le masse di giovani gamers e appassionati di tecnologia.

Pokémon GO si è tramutato in una nuova mania, esplosa dopo il rilascio dell’app per smartphone avvenuta prima in Australia e negli USA e poi nel resto del globo, divenuta in pochi giorni una delle applicazioni gratuite più popolari e scaricate di sempre (ha superato Twitter per numeri di accessi).

Nato dalla collaborazione tra la Niantic – una software house interna a Google – la Nintendo e The Pokémon Company, il gioco si basa sulla geo-localizzazione tramite proprio Google Maps e la nuova tecnica della realtà aumentata (meglio conosciuta come augmented reality – AR). Quest’ultima è la rappresentazione di una realtà alterata e arricchita di informazioni per gli utenti, in cui vengono sovrapposti elementi virtuali alla percezione del mondo reale, sperimentata attraverso i sensi.

In questo caso la fruizione dei contenuti è leggermente differente rispetto a questa concezione originaria. In Pokémon GO le informazioni non assumono nessuna valenza di utilità ai fini del contesto fisico (non ci sono informazioni su città, siti storici, negozi, ecc.) ma solo per il gioco virtuale. Tutti gli input reali ricadono all’interno del gioco che diventa lo strumento digitale fruito al posto della realtà vera.

Informazioni sul gioco

Disponibile per Android e iOS, una volta scaricata l’app, ogni giocatore ha a disposizione un avatar personalizzabile da far muovere nel mondo circostante riprodotto in forma virtuale. Lo scopo del gioco è andare in cerca di Pokémon e catturarne il più possibile.

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Il giocatore percorre fisicamente le strade, gli ambienti che lo circondano fino a che non incontra uno di questi simpatici animaletti giapponesi sul proprio schermo. In quell’istante si accende la fotocamera che riproduce insieme al Pokémon la realtà intorno, dando l’impressione al giocatore di vivere un’esperienza reale.

Tutto il mondo diventa quindi un terreno di caccia sconfinato nel quale catturare i Pokémon con la relativa sfera Pokéball. A seconda del tipo di animaletto catturato si ricevono dei punti e delle medaglie. Per sfruttarne le potenzialità l’applicazione andrebbe usata in posti diversi e a orari differenti, proprio per cercare di scovarne quante più tipologie. È questa una delle novità che ha reso il gioco così di forte impatto: il fatto che non si giochi in un momento preciso, ma si sia costantemente in azione mentre si è impegnati in altro. Si può tranquillamente passeggiare con lo smartphone in tasca e poi, una volta ricevuta la notifica, si può catturare il Pokémon semplicemente puntando la fotocamera e lanciando la sfera.

Parlando di multiplayer non si possono sfidare altri giocatori, ma solo far sfidare i Pokémon nelle apposite palestre sparse nelle città (se ad esempio ci si trova a Firenze e si vuole sfidare una palestra di Milano, ci si deve recare fisicamente nel capoluogo lombardo). Insieme all’app nei prossimi mesi sarà possibile acquistare un braccialetto bluetooth, chiamato Pokémon GO Plus, che consentirà di ricevere notifiche sulla vicinanza degli animaletti senza dover usar il cellulare.

Le prime conseguenze

In pochi giorni l’app è divenuta talmente virale che si sono verificati incidenti automobilistici negli Stati Uniti causati dai più ferrati e sconsiderati cacciatori. Sono apparsi di fatto cartelli in cui viene indicato il divieto di gioco mentre si guida e in alcune aree metropolitane come musei, cimiteri e riserve naturali.

Alcune testimonianze dai social network affermano che persone affette da depressione, riescono ora a uscire di casa proprio perché spinti dal desiderio di andare in giro alla ricerca di Pokémon.

Nonostante abbia raggiunto il più alto numero di utenti attivi al giorno di sempre (ha fatto meglio persino delle ricerche in Google per la parola ‘porno’), nei prossimi mesi si delineeranno le effettive conseguenze di questa novità senza precedenti.

Curiosi di esplorare il mondo alla ricerca di Pokémon?



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